Ancora una volta, lontano dal Barbera, il Palermo mostra il suo volto meno convincente.
L’1-1 di Avellino non è soltanto un pareggio: è l’ennesima occasione persa per dare un segnale forte e dimostrare di essere davvero una squadra capace di imporsi anche in trasferta.
C’è poco da girarci intorno: questo Palermo, lontano da casa, non convince ancora. Manca qualcosa nella personalità, nella continuità e soprattutto nella capacità di leggere le partite e modificarle quando necessario.
Se Johnsen ci ha regalato il punto, Fortin ce lo ha conservato. Il portiere è stato semplicemente decisivo, confermandosi determinante nei momenti in cui la squadra va in difficoltà.
Una prestazione che merita di essere sottolineata, perché senza Fortin probabilmente oggi parleremmo di un risultato ben diverso.
Al contrario per Giasy, ancora una bocciatura. Un’altra prestazione che lascia parecchi dubbi e che difficilmente permette di considerarlo “utile” per questa squadra.
Ma la questione principale riguarda le scelte tattiche. Perché non avere, ogni tanto, il coraggio di cambiare modulo?
Se un sistema di gioco non produce ciò che dovrebbe, insistere a oltranza rischia soltanto di rendere il Palermo prevedibile.
Servono alternative, idee e soprattutto il coraggio di osare.
E qui entra in gioco anche Inzaghi. Il giudizio sul tecnico non può essere negativo dopo un avvio di campionato comunque positivo e tre vittorie consecutive, ma qualche interrogativo sulle sue scelte resta.
Ok gli infortuni..ma la squadra sembra avere le stesse difficoltà della scorsa stagione incapace di cambiare pelle durante la partita e, soprattutto in trasferta, manca quella capacità di adattarsi all’avversario e ai diversi momenti della gara.
Se non giocano i due esterni titolari, bisogna accontentarsi dei cross di Augello oppure sperare che Palumbo, palla al piede, riesca ad inventarsi qualcosa?. Davvero troppo poco per una squadra che ambisce a stare in alto.
Inzaghi ha certamente il merito di aver dato identità e solidità al gruppo, ma adesso gli si chiede qualcosa in più: maggiore coraggio nelle scelte, più capacità di leggere le partite in corsa e la disponibilità a mettere in discussione anche le proprie certezze tattiche.
Un punto ad Avellino non è una tragedia, ma nemmeno qualcosa da festeggiare.
Se il Palermo vuole puntare in alto, deve cambiare passo anche lontano da casa. E forse è arrivato il momento di cambiare qualcosa, non soltanto negli uomini, ma anche nelle idee.
Detto questo, sarebbe ingiusto ridimensionare quanto fatto finora. Dopo tre vittorie consecutive, questo pareggio non cambia il giudizio positivo sull’inizio di campionato.
Al Partenio è stata una gara vera e combattuta, nella quale i rosanero hanno avuto le occasioni per vincere, ma hanno anche rischiato seriamente di perdere.
A fare la differenza, ancora una volta, è stata la mancanza di continuità nella gestione dei diversi momenti della partita. Ed è proprio su questo aspetto che il Palermo dovrà lavorare maggiormente se vuole trasformare un buon inizio di stagione in qualcosa di davvero importante.
Avellino Palermo..un punto tanti dubbi …resta però la sensazione che con più coraggio dall’inizio e con un Johnsen in più, questa partita si poteva vincere. Ma con i se e con i ma non si va da nessuna parte ..
Forza Palermo sempre !!
