Ottobre 21, 2026

eb- È buona anche la “seconda” per il Palermo. Sudore e sofferenza anche contro il neopromosso Arezzo, ma grazie a un siluro in extremis di Augello, i rosanero hanno potuto esultare davanti agli oltre 500 tifosi presenti nel settore ospiti.
Partita vinta per il rotto della cuffia dalla squadra di Inzaghi, che ha accusato un blackout difensivo nella seconda parte della ripresa, quando i toscani sono riusciti nell’impresa di riagganciare il pareggio dopo lo 0-2.
Materiale da “ripassare”


Tre punti d’oro, alla fine, per Bani e compagni, che rimangono a punteggio pieno ma con molto materiale da “ripassare” in allenamento. I meccanismi, insomma, sono certamente ancora da oliare, ma le premesse sono abbastanza incoraggianti.


Nel successo contro i toscani, i segnali migliori sono probabilmente arrivati dalla fase offensiva, mentre la difesa ha mostrato alcune sbavature “d’inizio stagione”, che solo per un soffio non sono costate due punti.
Ottima la partenza del Palermo, che, come contro la Juve Stabia, vede salire in cattedra Johnsen, al secondo sigillo stagionale, su un’azione partita dal piede di Augello e rifinita con classe da Hernani.
Trema la traversa dell’Arezzo sulla gran botta di Strefezza, deviata dal numero uno di casa. Nella ripresa è invece Ranocchia, con una splendida conclusione, a trovare il “sette” per lo 0-2.
Il blackout e il “siluro”


Tutto cambia al quarto d’ora, quando l’inserimento di Cianci in area è micidiale e i toscani ritrovano forze e convinzione per crederci.
L’Arezzo insiste e trova il pareggio con Tavernelli, che, complice una deviazione in area, firma il 2-2 e riapre completamente la partita.


Il risultato vacilla fino alla fine. Quando ormai il pareggio sembra destinato a essere il verdetto definitivo, ecco il colpo di scena: Augello, in pieno recupero, trova il jolly con un siluro che fa esplodere la curva occupata dai tifosi rosanero.
Il Palermo porta così a casa la seconda vittoria consecutiva e resta a punteggio pieno. Ma la sofferenza di Arezzo rappresenta anche un prezioso campanello d’allarme: la strada è quella giusta, ma c’è ancora da lavorare, e soprattutto evitare cambi pericolosi.

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